News and Resources online for Visual Anthropology

Visual Anthropology Courses

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SEV2 - Scuola di Etnografia Visiva II EDIZIONE

Fotografia, cinematografia e video per la ricerca etnografica e antropologica
OTTOBRE 2008/MAGGIO 2009

Direttore Didattico: Prof.Francesco FAETA

Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata
Via degli Ausoni 1 Roma
www.isfci.com
www.sev1.it

Scarica qui il manifesto degli studi

 

Máster Antropologia Visual. 2008-2010 - Universitat de Barcelona - Departamento de Antropología Social, Historia de América y Africa

El programa del Master ha sido diseñado desde una perspectiva interdisciplinaria, incorporando clases teóricas y prácticas sobre las tecnologías audiovisuales - tanto la fotografía como el vídeo -, así como sesiones teóricas y de visionado en las que se profundiza en la investigación y los desarrollos de la antropología visual.
Inicio: 29 de septiembre de 2008

INFO:
www.masterantropologiavisual.es
master.antropologiavisual@gmail.com
http://www.ub.edu/antropo/visual/Visual_Castella.pdf

 

SIC Master class is a Polymorfilms initiative, subpowered by Netwerk in Aalst and hosted by Cinema Nova, Brussels.

MASTERCLASS VISUAL ANTHROPOLOGY
SIC / SOUND IMAGE CULTURE
CALL FOR CANDIDATES – DEADLINE 20TH MARCH 2008
Sound . Image . Culture / SIC Master class is formed by a group of anthropologists and filmmakers, in order to offer trained filmmakers and scientists a professional context to develop their personal projects. SIC offers an intensive workshop of six months, assisting
professional filmmakers, social scientists and artists in their personal project. SIC presents a broad spectrum of theoretical perspectives and practical workshops so as to link formal and ethical questions during the realization of their anthropological projects. This focus
deals specifically with the interconnection of form and content in anthropological audiovisual creations from an original and personal point of view. The SIC Master class is open to a maximum of 10 participants each year. The selection is based on an audiovisual project proposal (film, video installation, sound creation…) submitted by the candidate with a strong personal motivation and point of view. SIC 2008 starts in mid-April and finish in December 2008 (not full time) Deadline submission projects: 20 March 2008 Participation fee for the entire workshop: 700( Location : Belgium : Brussels & Aalst (near
Brussels) For more details & information : http://www.soundimage.culture.org Contact us at :
contact@polymorfilms.be Masterclass organized by
polymorfilms vzw, subpowered by netwerk vzw

http://www.elektrischerschnellseher.com/sic/Fr/set.html

 

Master of Visual Culture - The Australian National University

Web Site

The Master of Visual Culture Research aims to foster a critical appreciation of the centrality of visual materials in contemporary social life. At the turn of the twenty-first century our experience of the world is increasingly dominated by visual materials. This process can be identified across many spheres of life and is reflected in the emergence of new research methods and publication formats in the academy, in various technical developments in film making, and in the incorporation of diverse digital technologies into the work of art galleries, museums and other public institutions.
The Master of Visual Culture Research is a multidisciplinary program combining the critical social perspectives of anthropology, art theory and film studies with practical workshops utilising visual media and relevant software. An important focus is on content led digital research and the use of visual media to convey ideas and understandings about the world. There is also a strong focus on understanding visual materials in cross-cultural contexts.
The degree program is designed to cater for the specific interests of individual students as well as covering a core curriculum. All students will complete two core courses and select four from a list of electives. Students can also choose to work intensively on an individually designed research project under expert supervision. Collaborations with national cultural institutions including the National Gallery of Australia, the National Film and Sound Archive, the National Museum of Australia and the National Portrait Gallery provide unparalleled access to some of the most important visual culture collections in the country.

Prerequisites
Completion of a Bachelor degree with distinction average or a comparable mix of academic and professional expertise

SEV1 - Scuola di Etnografia Visiva 1
Fotografia, cinematografia e video per la ricerca etnografica e antropologica

Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata - Roma
Direttore: Prof. Francesco Faeta

Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata
Via degli Ausoni 1 Roma
marzo-ottobre 2007

Scarica il depliant con le informazioni >

Un’introduzione all’esperienza didattica
Da molti anni l’interesse per l’etnografia visiva e per l’antropologia visuale è in crescita nel nostro Paese e coinvolge, in particolar modo, i giovani in formazione, sia nell’ambito dei corsi di laurea di base e magistrali nel settore delle arti visive, del cinema e della fotografia, sia, e soprattutto, nell’ambito dei corrispondenti corsi, e dei corsi di formazione avanzata, di antropologia ed etnologia. A tale crescita d’interesse l’Università non è stata in grado di offrire sin oggi risposta, malgrado la vivace e a tratti spregiudicata attività d’ingegneria accademica che si è affermata in questi anni, per una molteplicità di ragioni che non è qui il caso di affrontare e su cui comunque, nelle sedi opportune, occorrerà riflettere.
In Italia, così, non si sono strutturati, in analogia con altri Paesi d’Occidente, centri di ricerca etnografico-visiva in cui affiancare alla produzione documentaria, e all’archiviazione ragionata di fotografie, film e video, un’attività di riflessione teorica e di formazione avanzata dei discenti. A fronte di tale carenza si sono andate sviluppando, un po’ ovunque, iniziative spontanee, del tutto esterne al mondo scientifico e alla realtà accademica, di basso profilo culturale, sovente connesse a un’improbabile e ideologicamente perniciosa ideologia del recupero delle tradizioni popolari, tese a insegnare ai giovani come fotografare o filmare le realtà etnograficamente significative. Tali iniziative, gestite spesso da circoli, associazioni, gruppi spontanei di formazione e interesse eterogenei, con il sostegno di enti locali, muovono dal presupposto empirico che la tradizione, qualsiasi cosa s’intenda con tale termine (sulla cui ambiguità gli studi antropologici contemporanei si sono soffermati con vivace piglio critico), si vive, e non è affatto indispensabile, di conseguenza, conoscerla scientificamente. Dunque i corsi in questione non riconoscono l’esistenza di alcuna area specialistica del sapere, cui fare riferimento, e non presuppongono alcuna competenza nelle persone cui si rivolgono.
Dalla situazione sin qui sommariamente ricordata consegue, dunque, che i giovani antropologi che intendono avere rigorosa formazione teorica e pratica nel campo dell’etnografia visiva non hanno alcun luogo o programma di riferimento, mentre nel Paese cresce una pletora di documentatori improvvisati e sprovveduti, allevati nella convinzione di essere tout-court antropologi, che alterano fortemente il campo delle relazioni possibili tra universi etnograficamente significativi e documentaristica scientifica. La teoria e le pratiche antropologiche stesse, sottoposte a una costante sovraesposizione e distorsione, subiscono un danno d’immagine rilevante, dal momento che nel senso comune esse perdono del tutto la loro fisionomia di apparati critici per la decifrazione della realtà sociale contemporanea.
Il corso della Scuola di Etnografia visiva è diretto in modo esclusivo a discenti che possiedano una formazione, più o meno avanzata, nel campo specialistico delle discipline convenzionalmente, da noi, definite demo-etno-antropologiche (DEA). La qualità dell’insegnamento sarà, dunque, adeguata al piano della formazione avanzata, così come delineato nelle norme d’indirizzo per l’istruzione universitaria di terzo livello. Mentre sarà promossa una viva e cordiale interazione tra discenti e docenti, l’impostazione didattica sarà improntata al più rigoroso e formale registro della comunicazione scientifica. Gli allievi dovranno tenere presente di essere stati ammessi a una scuola di formazione avanzata dove è loro richiesto un impegno elevato, a fronte della prestazione specialistica di un corpo docente altamente qualificato. L’obbiettivo didattico è quello di offrire a giovani studiosi una qualificazione specialistica nel contesto delle pratiche etnografiche, che consenta loro di ripensare in termini di maggiore apertura critica la loro formazione complessiva e il loro operato nel campo delle scienze sociali. La proposta didattica di ciascun docente sarà accompagnata da un adeguato e aggiornato orientamento bibliografico che la segreteria della scuola tenterà di mettere a disposizione degli allievi in tempo reale.
Come si evince dal manifesto degli studi, il corso è articolato in quattro moduli didattici. Il primo, al cui interno operano alcuni degli antropologi culturali e sociali italiani che hanno manifestato costante attenzione critica al tema, è teso a costruire una approfondita rimeditazione delle pratiche etnografiche, con riguardo sia alle posture di terreno, sia alle modalità di restituzione dei saperi etnografici e antropologici. Si richiede ai discenti, insomma, di ripensare criticamente le teorie e le pratiche etnografiche (la cui dettagliata conoscenza è, naturalmente, presunta), nella prospettiva dell’inserimento dei mezzi audiovisivi nel discorso etnografico. L’attenzione sarà volta sia verso il possibile uso dei mezzi audiovisivi nel corso del lavoro di terreno, sia alla valutazione dei documenti nell’elaborazione del testo etnografico e antropologico, nel presupposto implicito che nessuna etnografia visiva può prescindere da una completa padronanza dei termini etnografici nel loro complesso.
Il secondo modulo è teso a fornire, in modo sistematico, informazioni intorno alla storia, alla teoria, ai prodotti, ai campi problematici dell’etnografia visiva, con particolare e distinto riferimento alla fotografia, al cinema e al video. Attenzione sarà prestata anche alle tecniche di conservazione e d’uso archivistico dei documenti visivi e all’interazione tra campi del visivo e del sonoro. Questo modulo, ancor più del primo, prevede un costante uso dei documenti audiovisivi nel corso delle lezioni.
Il terzo modulo comprenderà innanzitutto una approfondita ricostruzione, tramite lezioni frontali, della vicenda storico-critica della fotografia etnografica, con particolare riferimento all’esperienza italiana, che fungerà anche da introduzione rispetto agli incontri di tipo seminariale con gli operatori prescelti. Questi operatori hanno avuto, in alcuni casi, una costante frequentazione dell’ambito fotografico-etnografico, con un’ampia teorizzazione della specifica problematica a esso connessa, in altri un più sporadico, ma altamente efficace nella costruzione del documento etnografico, approccio con esso. Nell’uno come nell’altro caso la didattica si caratterizzerà come esperienza di full-immersion nella problematica proposta dal docente, lungo l’arco di un’intera giornata che rappresenta anche un’unità di misura ideale, con un generoso, ampio ed eticamente sostenuto trasferimento di saperi e competenze. Gli incontri costituiscono il punto centrale e più alto dell’attività didattica e, in qualche misura, tutto il lavoro precedente sarà inteso come lavoro che prepara gli allievi a interagire proficuamente, in questa fase, con i docenti. Gli incontri sono pensati come camera di trasferimento, criticamente orientato, di saperi e conoscenze che i docenti hanno accumulato in anni d’esperienza e di pratica di terreno. Costituiscono una sorta di workshops e sono, a loro volta, l’anticamera dell’esperienza di terreno che la Scuola imprescindibilmente postula.
Il quarto modulo prevede, appunto, l’assegnazione delle tesi e la discussione preliminare relativa ad alcune sue indicazioni realizzative con la Commissione di orientamento, indirizzo e valutazione (COIV). Una prima riunione sarà collettiva (di tutti gli allievi con tutti i docenti preposti a questa fase del lavoro di formazione), alcune altre saranno concertate con singoli docenti, che assumeranno il compito di tutors, per gruppi più ristretti. Anche in questa fase l’attenzione sarà centrata essenzialmente sugli aspetti teorico-metodologici dell’impresa di terreno, mentre resterà di esclusiva pertinenza degli allievi il campo problematico legato alle determinazioni pratiche e alle scelte logistiche. Tale campo problematico, del resto, com’è noto, contribuisce a temprare al terreno e a costruire una postura etnografica corretta.
Ai fini della valutazione conclusiva, la COIV prenderà in considerazione l’assiduità della frequenza scolastica (attestata dalle firme quotidiane), la competenza nel campo delle discipline DEA, l’interesse e la partecipazione al dibattito durante le lezioni e gli incontri, la qualità, dal punto di vista iconografico e della pertinenza antropologica, della tesi di ricerca presentata, la proprietà delle argomentazioni con cui la tesi viene discussa. A quegli allievi che avranno frequentato le lezioni in modo assiduo, mostrando competenza e interesse, senza produrre tuttavia un lavoro di tesi di qualità sufficiente, sarà rilasciato un attestato di frequenza, mentre a coloro che avranno prodotto tesi di buona qualità, sarà rilasciato il diploma di specializzazione.

Scarica il depliant con le informazioni e la scheda di iscrizione >

 

Granada Center of Visual Anthropology

 

Web Site

Summer Program in Japanese Visual Culture

For the third year, an exciting six-week Summer Program on Japanese Visual Culture will take place at the Tokyo Campus of Temple University Japan (TUJ), May 13 – June 26, 2006. This program consists of two coordinated courses: the first focuses on approaches to studying the richness and complexity of visual culture in Japan; the second allows students to develop modest visual projects (digital still, video or web) on selective topics immediately relevant to visual culture.
Instruction is in English. All course work will be supplemented with an active program of cultural events, trips and lectures in and around Tokyo. Students live in Temple dormitories alongside Japanese students studying English at
TUJ. This program grants course credits to both undergraduate and graduate students.

For additional information, see this web page.


For other descriptions, more details, and application forms,
go to the website

Application deadline: February 15, 2006.

R. Chalfen (rchalfen@temple.edu) and L. Powell
(lindseypowell@msn.com)

 

Course of Visual Anthropology (Prof. Maximilian C. Forte) at Department of Sociology and Anthropology - Concordia University, Montreal, Canada.


Web site

The course website features an ongoing bibliographic database, links of
relevance to the course, syllabus, assignments, and news. It is the course
director's intention to eventually develop the site into a working database
for researchers, produced by students, including biographies of prominent
ethnographic photographers and film makers, concepts and theories in visual anthropology, and essays on the history of visual anthropology.

The course itself is structured historically, emphasizing the ways the field developed over time, and is divided between photography and film, though we
begin by studying colonial exhibitions. The history of anthropology, and theories in anthropology, also play a prominent role in the course content more generally. In addition, students are exposed to some of the classics, and some of the more controversial and debated films in visual anthropology
.


University of Barcelona (Spain) - Postgrado en antropologia visual

El departamento de Antropología Social de la Universitat de Barcelona, organiza un nuevo curso de postgrado en Antropología Visual, que empezará el 3 de octubre del 2005.

Encontrarán mayor información en http://www.ub.edu/antropo/visual/Visual_Castella.pdf

Postgrado en Antropología Visual
Telf. (0034) 933291487
(0034) 934034559

 

Goldsmiths University of London

MA in Visual Anthropology

This programme is for students with a degree in Anthropology or a closely related subject who would like to combine theoretical and practical (video) special-isations. It offers lecture/seminar courses and practical training in roughly equal proportions; our dedicated production facilities include digital camcorders and NLE suites.

MPhil and PhD in Visual Anthropology

The MPhil and PhD in Visual Anthropology differs from the standard MPhil and PhD in requiring a dissertation of no more than 80,000 words (as opposed to 100,000) and the production of a film of up to an hour in length or a photographic portfolio of up to 150 images. PhD students with strong visual anthropology interests are currently carrying out research in Guyana, Brazil, Venezuela, the Pacific, Germany, the UK and the USA.

 

Insegnamenti di Antropologia visuale nelle Università italiane

 

Università di Messina (Francesco Faeta)

Università di Firenze (Paolo Chiozzi)

Università di Siena (Riccardo Putti)

Università della Basilicata (Francesco Marano)

Università di Roma (Antonello Ricci)

Università di Venezia (Felice Tiragallo, Alessandro Spini)

Università di Napoli (Lello Mazzacane)

University of Kent

Starting in September 2002 the Department of Anthropology, University of Kent at Canterbury is offering an innovative new Masters in Visual Anthropology. This explores both traditional and experimental means of using visual images to produce and represent anthropological knowledge, furthering our distinctive Kent tradition of pioneering the uses of multimedia in anthropology. It enables students to develop both critical and practical skills of visual analysis, presenting their dissertations in the form of multimedia documents

 

University of Oxford

Visual Anthropology has been taught as an option course at the Institute of Social and Cultural Anthropology (ISCA) and the Pitt Rivers Museum (PRM) for over ten years, initially for what is now the M.Sc. / M.Phil. in Material Anthropology and Museum Ethnography, then for the undergraduate Archaeology and Anthropology degree and finally for what is now the M.Sc. / M.Phil. in Social Anthropology.

Building upon this strength ISCA now offers a full M.Sc. in Visual Anthropology, and applications are invited from students to commence study in October 2002. The degree aims to provide students who have a strong background in social anthropology (or equivalent) with a thorough training in the theories and methods of visual anthropological research, in preparation for planned doctoral research or to gain employment in areas such as museum and visual archive work, or media research.

MA in Visual Anthropology

combining hands-on training in video production with text-based study of anthropological research methods and the critical appreciation of ethnographic and documentary film genres.
Minimum duration is 15 months.

PhD with Visual Media. 

The University Senate has recognised that audio-visual materials may be submitted as an integral component of a doctoral thesis, even though a written text will remain of ‘paramount importance’.  Candidates will normally undertake the MA in Visual Anthropology (or equivalent) as a preliminary year, before proceeding to a 3-year doctoral programme.

 

University of Tromsø - Norway

A Master of  Philosophy (M.Phil.) programme in Visual Anthropology

is offered by the Department of Social Anthropology, Faculty of Social Sciences in the University of Tromsø. The programme in Visual Anthropology is sponsored by the Royal Ministry of Foreign Affairs and funded (1997-2001) by the Norwegian Research Council.

I  Aims of the Programme

Visual Anthropology is an increasingly important sub-discipline of social anthropology and has become a significant means of disseminating anthropological knowledge throughout the world, particularly in Third World countries.   The programme at Tromsø  has been designed to:

1. Introduce students to the history of and theoretical concepts in visual anthropology,
2. teach practical methods for using visual methods in anthropological research and publication,
3. make students conversant in the analysis of meaning in visual media, and
4. give students insight into the role of visual media in a global context.

Temple University - USA

The Department of Anthropology at Temple University offers graduate studies programs in the Anthropology of Visual Communication leading to a Ph.D.

The program is designed to train students of cultural anthropology who wish to study various modes of visual and pictorial communication and/or to communicate anthropological knowledge in some form of pictorial media. Students interested in producing films, videotapes, and photographs will be trained as cultural anthropologists of visual communication not as professional imagemakers. The emphasis of the program is on understanding the cultural dimensions of the pictorial and visual world including

This program is headed by Dr. Jay Ruby .

1. The study, use and production of films, photography, television/video, and other pictorial representations for research and public enlightenment.

2. The analysis of pictorial symbolic forms from a cultural and historical framework

3. Theories of visual and pictorial communication as they relate to technologies and methods for recording and analyzing human behavior.

4. The analysis of how people structure "reality" as evidenced by pictorial productions and artifacts.

5. The relationship of culture, communication, and visual/pictorial perception.

6. The study of the forms of social, political, and economic organization surrounding the planning, production, and use of pictorial forms in communications contexts.

7. The study of semiotics, and other linguistic paradigms for their utility in understanding pictorial images.

8. The study of the relationship between pictures and texts.

 

University of Southern California - USA

The goal of USC's Master of Arts in Visual Anthropology (MAVA) program is to give students competence in the production of scholarly and professional ethnographic films.

University of Natal

 

South Africa

Graduated Program in Cultural and Media Studies

web site

East Asia Institute of Visual Anthropology (EAIVA)

• A post-graduate program for 12 students
(ethnic minority and Han-Chinese)
• A course for prospective teachers of VA
(graduates of the first M.A. Course) 

In offering a three semester M.A. course in VA (International Certificate of Visual Anthropology), the EAIVA has developed a course module covering theoretical issues of western Anthropology, the history of film and ethnographic film (Chinese and international), film language, visual representation, filmic construction, film aesthetics as well as camera supported fieldwork/research methods.
The EAIVA curriculum for teaching VA is unique even in an international comparison, as its general idea and perspective are a combination of the theoretical discourse within VA, technical know-how and research related tools in the context of the students' film projects.

The EAIVA Visual Anthropology course module also raises awareness of self-reflexivity necessary in anthropological fieldwork and actual filmmaking situations, during which the students concurrently think "research" and "filmic construction of reality". Thus the focus lies on participatory research and questioning of the role of "observer" and "observed" ("the Self and the Other"), transferring anthropological theory onto the level of practical communication in the field.
Broadening theoretical and methodological concepts in VA, we think the field of VA goes well beyond ethnographic film proper and can be further developed into an anthropology of images including newly established research areas i.e. "Media and Ethnic Representation", "Media and Cultural Identity", and "Anthropology of the Senses".